Comunità Cattolica Italiana Gross-Gerau

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FORTI NELLA TRIBOLAZIONE LA PREGHIERA DELLA CHIESA NEI TEMPI DIFFICILI

Coronavirus.

La preghiera nel tempo della fragilità

L’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della Cei (Conferenza Episcopale Italiana) ha predisposto una preghiera per questo tempo di emergenza legato al Coronavirus


O Dio onnipotente ed eterno, ristoro nella fatica, sostegno nella debolezza: da Te tutte le creature ricevono energia, esistenza e vita. Veniamo a Te per invocare la tua misericordia poiché oggi conosciamo ancora la fragilità della condizione umana vivendo l’esperienza di una nuova epidemia virale.

Affidiamo a Te gli ammalati e le loro famiglie: porta guarigione al loro corpo, alla loro mente e al loro spirito.

Aiuta tutti i membri della società a svolgere il proprio compito e a rafforzare lo spirito di solidarietà tra di loro.

Sostieni e conforta i medici e gli operatori sanitari in prima linea e tutti i curanti nel compimento del loro servizio.

Tu che sei fonte di ogni bene, benedici con abbondanza la famiglia umana, allontana da noi ogni male e dona una fede salda a tutti i cristiani.

Liberaci dall’epidemia che ci sta colpendo affinché possiamo ritornare sereni alle nostre consuete occupazioni e lodarti e ringraziarti con cuore rinnovato.

In Te noi confidiamo e a Te innalziamo la nostra supplica perché Tu, o Padre, sei l’autore della vita, e con il tuo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, in unità con lo Spirito Santo, vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Maria, salute degli infermi, prega per noi!

A questo link, in un minuto la preghiera  del Papa per il mondo colpito dal Coronavirus:
https://youtu.be/gYwOQb2D7Jg

 

 

Gentilissimi, come tutti sapete, il nostro Paese sta affrontando una drammatica emergenza sanitaria. Sentito il Dipartimento della Protezione Civile, si rende noto che chi volesse contribuire con un'offerta finanziaria alla gestione dell'emergenza, puo' farlo utilizzando il conto corrente le cui coordinate si riportano di seguito: 

Conto corrente di tesoreria 22330; 

Intestato a Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento della protezione civile CF 97018720587;

Coord. Bancarie IBAN: IT49J0100003245350200022330 

BIC: BITA IT RR ENT;

Causale: COVID19 

CIN: J 

Non essendo un conto specificamente dedicato, nel bonifico andra' sempre indicata la causale: COVID19.

Vi prego di dare la piu' ampia diffusione a questo messaggio presso tutti i connazionali potenzialmente interessati. Vi ringrazio per la collaborazione.

Andrea Esteban Samà

Console Generale

Consolato Generale a Francoforte sul Meno

Kettenhofweg 1, – 60325 Francoforte sul Meno

www.consfrancoforte.esteri.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cari parrocchiani,
siamo all'ultima settimana della Quaresima. Iniziato con il Mercoledì delle Ceneri, questo periodo liturgico termina giovedì prossimo, prima della messa in Cena Domini, la messa del Giovedì Santo, con la quale si apre il Triduo pasquale.


Tra le tante iniziative di penitenza e di preghiera proposte per prepararsi bene alla Pasqua, i vescovi italiani hanno suggerito di fare un ritiro, in questo tempo di Coronavirus evidentemente in casa, magari con tutta la famiglia, del resto già costretta a passare tanto tempo assieme. È una bella idea, che possiamo fare nostra. Nessuna paura: non occorre che venga io, o un altro un predicatore esterno. E nemmeno bisogna preoccuparsi di trovare il passo biblico che aiuta la riflessione o avere suggerimenti per la meditazione. C'è già tutto nel testo che vi allego.
Buona lettura, buona meditazione, buona preparazione alla Pasqua. A presto.

p. Tobia

Carissimi parrocchiani,
siamo alla terza settimana della totale "quarantena" per la nostra Comunità e per tutte le Parrocchie della Diocesi. Durerà almeno per altre tre, fino al 19 aprile: niente funzioni in chiesa, niente attività in Missione.

Il problema che ora si pone è la nostra capacità di tenuta.
Ci scrive oggi il Vicario Generale: 

"Liebe Herren Pfarrer, liebe Mitarbeiterinnen und Mitarbeiter, sehr geehrte Damen und Herren, ich hoffe, dass Sie sich mit allen Hürden und Einschränkungen dennoch gut in der Krisensituation eingerichtet haben und damit zurecht kommen. Ich hoffe auch, dass Sie Ihrer Arbeit in veränderter und angepasster Weise dennoch nachgehen können und auch untereinander in einem guten Kontakt bleiben.

 Und schließlich hoffe ich, dass es Ihnen gelingt, auch in dieser besonderen Situation und auf diese Weise Gemeinschaft zu erfahren. Unsere Emails mit den unterschiedlichen Dokumenten und Hinweisen erlebe ich auch als eine Art von Kontaktpflege mit Ihnen an den verschiedenen Einsatzstellen auch in der Fläche unseres Bistums. Wir haben Sie im Blick und wollen so auch Verbundenheit ausdrücken. Dieses Mal enthält die Email keine neue Dienstanweisung. 


Sie enthält das aktualisierte Informationspapier (in allegato, ndr), das Herr Döhren täglich anpasst und auf die Homepage stellt. Wir haben im Krisenstab besprochen, dass wir Ihnen künftig am Ende der Woche die aktualisierten Informationen zur Situation und Lage rund um das Coronavirus als Dokument zuschicken. Grundsätzlich empfehle ich immer wieder auch den Blick auf unsere Homepage. Schauen Sie auch in die einzelnen Bereiche hinein. Es findet sich dort viel Hilfreiches zur Bewältigung der Coronakrise. Ich wünsche Ihnen alles Gute, Gesundheit und Durchhaltevermögen und grüße Sie bis zur nächsten Email sehr herzlich. Weihbischof Dr. Udo Markus Bentz Generalvikar".


Sono sicuro che saremo in grado di superare bene anche questo momento. Noto un grande aumento della preghiera nelle nostre case, anche con l'utilizzo di tutti i vari mezzi di comunicazione sociale, dalla TV, a Internet, a tutti i vari Social Media, cui ricorriamo anche noi per stare collegati.

La preghiera - grande segno di fiducia nel Signore - ci riforza interiormente, crea quegli anticorpi spirituali che spesso sono di grande aiuto allo stesso sistema immunitario della persona. Ieri sono stato in pellegrinaggio al santuario diocesano di Maria Einsiedel (Gernsheim), dove ho celebrato in privato la S.Messa (che trovate sulla Homepage del sito Internet della Missione, www.missione.de). È il punto più a sud del territorio della nostra Missione, che conosciamo bene, per tutti gli incontri ed i momenti di preghiera ivi vissuti nel passato. Ho raccomandato tutti voi e la nostra Comunità alla protezione della Madonna.


Vi segnalo anche quanto oggi ci scrive il Consolato, utile in particolare per i piccoli imprenditori: “Gentilissimi, come noto, il Governo federale tedesco e i Governi dei Länder hanno adottato una serie di misure di sostegno per le imprese, piccole e medie imprese, lavoratori autonomi, imprenditori, ecc. colpiti dalle conseguenze dell'emergenza coronavirus. Vi segnalo in calce il link al sito del Ministero federale per l’economia tedesco, dal quale si può accedere a informazioni esaurienti sui singoli strumenti finanziari e di sostegno attivati in Germania.

 https://www.bmwi.de/Redaktion/DE/Dossier/coronavirus.html#id1694894.

Penso che queste informazioni possano essere utili per la nostra collettività, in particolar modo per tanti connazionali imprenditori, commercianti e lavoratori. Mi sembra quindi opportuno dare a queste informazioni la massima diffusione. Vi ringrazio per l’attenzione e vi saluto cordialmente. Andrea Esteban Samà Console Generale”.


Allego un articolo sul Gross-Gerauer Echo di oggi

e altro materiale, utile per la lettura

o la preghiera.

Vi auguro grande "capacità di tenuta" ("Durchhaltevermögen", come ci dice il vescovo ausiliare Bentz) e mando tanti cari saluti. Buona settimana.
p. Tobia


- la presidente del CP Isabella Vergata ha fatto un Gruppo sul Coronavirus, per dare informazioni aggiornate e serie. Per riceverle, iscriversi da Isabella, all'emali: isabella@vergata.de.

- come far fronte da credenti a questa emergenza del Coronavirus? Il nostro vescovo Peter Kohlgraf ha scritto una nuova lettera pastorale, che allego.

Il perdono dei peccati in assenza di assoluzione sacramentale

24 Marzo 2020

Obbligati a casa, la Riconciliazione possiamo farla rivolgendoci direttamente a Dio, sapendo che la confessione va fatta appena possibile.

«Laddove i singoli fedeli si trovassero nella dolorosa impossibilità di ricevere l’assoluzione sacramentale, si ricorda che la contrizione perfetta, proveniente dall’amore di Dio amato sopra ogni cosa, espressa da una sincera richiesta di perdono (quella che al momento il penitente è in grado di esprimere) e accompagnata dal votum confessionis, vale a dire dalla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono dei peccati, anche mortali.»
Nella nota della Penitenzieria Apostolica di venerdì scorso sul sacramento della Riconciliazione nell’attuale situazione di pandemia, vi è indicato come le circostanze causate della diffusione del nuovo coronavirus, che stanno obbligando le persone a rimanere a casa e non poter recarsi a messa e a confessarsi, non modifichino le prescrizioni del Codice di diritto canonico.

Lo ha ribadito anche Papa Francesco nell’omelia alla celebrazione mattutina del medesimo giorno nella cappella di Casa Santa Marta:
«Io so che tanti di voi, per Pasqua, andate a fare la Confessione per ritrovarvi con Dio. Ma tanti mi diranno oggi: “Ma padre, dove posso trovare un sacerdote, un confessore, perché non si può uscire da casa? […] Tu fai quello che dice il Catechismo. È molto chiaro: se tu non trovi un sacerdote per confessarti, parla con Dio, è tuo Padre, e digli la verità: “Signore, ho combinato questo, questo, questo… Scusami”.

E chiedigli perdono con tutto il cuore, con l’Atto di dolore, e promettigli: “Dopo mi confesserò, ma perdonami adesso”. E subito tornerai alla grazia di Dio. Tu stesso puoi avvicinarti, come ci insegna il Catechismo, al perdono di Dio senza avere un sacerdote “a portata di mano”. Pensateci: è il momento! Questo è il momento giusto, il momento opportuno. Un Atto di dolore ben fatto, e così la nostra anima diventerà bianca come la neve.»


In questi giorni difficili, la preghiera dà anche la possibilità di ricevere un’indulgenza speciale. Un’altra nota della Penitenzieria Apostolica, rilasciata sempre venerdì, concede l’indulgenza plenaria, oltre che ai fedeli affetti da Coronavirus, agli operatori sanitari e ai loro familiari con determinate condizioni, «a quei fedeli che offrano la visita al Santissimo Sacramento, o l’adorazione eucaristica, o la lettura delle Sacre Scritture per almeno mezz’ora, o la recita del Santo Rosario, o il pio esercizio della Via Crucis, o la recita della Coroncina della Divina Misericordia, per implorare da Dio Onnipotente la cessazione dell’epidemia, il sollievo per coloro che ne sono afflitti e la salvezza eterna di quanti il Signore ha chiamato a sé.»

(Rete Sicomoro) 

Affidiamoci ai santi!


La fede popolare da sempre si rivolge a protettori speciali per prevenire e combattere le malattie. Una tradizione che si rinnova nei giorni del contagio da coronavirus. La preghiera è un’arma potentissima contro la diffusione del male. A patto naturalmente che ci si creda davvero…
Non stupisce allora che nei giorni dell’emergenza da coronavirus si moltiplichino le invocazioni di aiuto dal Cielo. Ci si rivolge soprattutto alla Vergine Maria ma anche ai santi che, per vicende legate alla loro vita, si sono dimostrati particolarmente attenti ad un problema o ad una particolare emergenza
San Rocco, conforto degli appestati.
Protettore dalla peste e più in generale dalle epidemie è anche san Rocco, straordinaria figura di pellegrino vissuta nel XIV secolo che attraversò l’Italia curando e confortando gli appestati. Nei santuari e nelle chiese a lui dedicati (solo in Italia se ne contano circa 3mila), in questi giorni si organizzano novene e celebrazioni.
Tra le preghiere che invocano la sua intercessione, ce n’è una brevissima e molto facile da ricordare:?“Rocco, pellegrino laico in Europa, contagiato, incarcerato, tu che hai guarito i corpi?e hai portato gli uomini a Dio, intercedi per noi e salvaci dalle miserie del corpo e dell’anima”.? 
Comunque sia, al di là del santo cui ci si rivolge, queste invocazioni sottolineano un dato comune: la fiducia nella forza della preghiera.?Che ciascuno testimonia secondo la propria sensibilità. C’è chi predilige lunghi momenti di riflessione e chi si limita a una semplice, e per questo ancora più significativa, “Ave Maria”.

Quaresima 2020. 

Il messaggio del Papa: un'economia più giusta è inclusiva

Dal Papa il richiamo alla compassione e alla riscoperta dell'elemosina.

«La condivisione della carità rende più umani». L'invito a lasciarsi perdonare da Dio

Cari fratelli e sorelle!
Anche quest’anno il Signore ci concede un tempo propizio per prepararci a celebrare con cuore rinnovato il grande Mistero della morte e risurrezione di Gesù, cardine della vita cristiana personale e comunitaria. A questo Mistero dobbiamo ritornare continuamente, con la mente e con il cuore. Infatti, esso non cessa di crescere in noi nella misura in cui ci lasciamo coinvolgere dal suo dinamismo spirituale e aderiamo ad esso con risposta libera e generosa.


1. Il Mistero pasquale, fondamento della conversione

La gioia del cristiano scaturisce dall’ascolto e dall’accoglienza della Buona Notizia della morte e risurrezione di Gesù: il kerygma. Esso riassume il Mistero di un amore «così reale, così vero,
così concreto, che ci offre una relazione piena di dialogo sincero e fecondo» (Esort. ap. Christus vivit, 117). Chi crede in questo annuncio respinge la menzogna secondo cui la nostra vita sarebbe originata da noi stessi, mentre in realtà essa nasce dall’amore di Dio Padre, dalla sua volontà di dare la vita in abbondanza (cfr Gv 10,10). Se invece si presta ascolto alla voce suadente del “padre della menzogna” (cfr Gv 8,45) si rischia di sprofondare nel baratro del nonsenso, sperimentando l’inferno già qui sulla terra, come testimoniano purtroppo molti eventi drammatici dell’esperienza umana personale e collettiva.
In questa Quaresima 2020 vorrei perciò estendere ad ogni cristiano quanto già ho scritto ai giovani nell’Esortazione apostolica Christus vivit: «Guarda le braccia aperte di Cristo crocifisso, lasciati salvare sempre nuovamente. E quando ti avvicini per confessare i tuoi peccati, credi fermamente nella sua misericordia che ti libera dalla colpa. Contempla il suo sangue versato con tanto affetto e lasciati purificare da esso. Così potrai rinascere sempre di nuovo» (n. 123). La Pasqua di Gesù non è un avvenimento del passato: per la potenza dello Spirito Santo è sempre attuale e ci permette di guardare e toccare con fede la carne di Cristo in tanti sofferenti.


2. Urgenza della conversione

È salutare contemplare più a fondo il Mistero pasquale, grazie al quale ci è stata donata la misericordia di Dio. L’esperienza della misericordia, infatti, è possibile solo in un “faccia a faccia” col Signore crocifisso e risorto «che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Gal 2,20). Un dialogo cuore a cuore, da amico ad amico. Ecco perché la preghiera è tanto importante nel tempo quaresimale. Prima che essere un dovere, essa esprime l’esigenza di corrispondere all’amore di Dio, che sempre ci precede e ci sostiene. Il cristiano, infatti, prega nella consapevolezza di essere indegnamente amato. La preghiera potrà assumere forme diverse, ma ciò che veramente conta agli occhi di Dio è che essa scavi dentro di noi, arrivando a scalfire la durezza del nostro cuore, per convertirlo sempre più a Lui e alla sua volontà.
In questo tempo favorevole, lasciamoci perciò condurre come Israele nel deserto (cfr Os 2,16), così da poter finalmente ascoltare la voce del nostro Sposo, lasciandola risuonare in noi con maggiore profondità e disponibilità. Quanto più ci lasceremo coinvolgere dalla sua Parola, tanto più riusciremo a sperimentare la sua misericordia gratuita per noi. Non lasciamo perciò passare invano questo tempo di grazia, nella presuntuosa illusione di essere noi i padroni dei tempi e dei modi della nostra conversione a Lui.


3. L’appassionata volontà di Dio di dialogare con i suoi figli

Il fatto che il Signore ci offra ancora una volta un tempo favorevole alla nostra conversione non dobbiamo mai darlo per scontato. Questa nuova opportunità dovrebbe suscitare in noi un senso di riconoscenza e scuoterci dal nostro torpore. Malgrado la presenza, talvolta anche drammatica, del male nella nostra vita, come in quella della Chiesa e del mondo, questo spazio offerto al cambiamento di rotta esprime la tenace volontà di Dio di non interrompere il dialogo di salvezza con noi. In Gesù crocifisso, che «Dio fece peccato in nostro favore» (2Cor 5,21), questa volontà è arrivata al punto di far ricadere sul suo Figlio tutti i nostri peccati, fino a “mettere Dio contro Dio”, come disse Papa Benedetto XVI (cfr Enc. Deus caritas est, 12). Dio infatti ama anche i suoi nemici (cfr Mt 5,43-48).
Il dialogo che Dio vuole stabilire con ogni uomo, mediante il Mistero pasquale del suo Figlio, non è come quello attribuito agli abitanti di Atene, i quali «non avevano passatempo più gradito che parlare o ascoltare le ultime novità» (At 17,21). Questo tipo di chiacchiericcio, dettato da vuota e superficiale curiosità, caratterizza la mondanità di tutti i tempi, e ai nostri giorni può insinuarsi anche in un uso fuorviante dei mezzi di comunicazione.


4. Una ricchezza da condividere, non da accumulare solo per sé

Mettere il Mistero pasquale al centro della vita significa sentire compassione per le piaghe di Cristo crocifisso presenti nelle tante vittime innocenti delle guerre, dei soprusi contro la vita, dal nascituro fino all’anziano, delle molteplici forme di violenza, dei disastri ambientali, dell’iniqua
distribuzione dei beni della terra, del traffico di esseri umani in tutte le sue forme e della sete sfrenata di guadagno, che è una forma di idolatria.
Anche oggi è importante richiamare gli uomini e le donne di buona volontà alla condivisione dei propri beni con i più bisognosi attraverso l’elemosina, come forma di partecipazione personale all’edificazione di un mondo più equo. La condivisione nella carità rende l’uomo più umano; l’accumulare rischia di abbrutirlo, chiudendolo nel proprio egoismo. Possiamo e dobbiamo spingerci anche oltre, considerando le dimensioni strutturali dell’economia. Per questo motivo, nella Quaresima del 2020, dal 26 al 28 marzo, ho convocato ad Assisi giovani economisti, imprenditori e change-makers, con l’obiettivo di contribuire a delineare un’economia più giusta e inclusiva di quella attuale. Come ha più volte ripetuto il magistero della Chiesa, la politica è una forma eminente di carità (cfr Pio XI, Discorso alla FUCI, 18 dicembre 1927). Altrettanto lo sarà l’occuparsi dell’economia con questo stesso spirito evangelico, che è lo spirito delle Beatitudini.


Invoco l’intercessione di Maria Santissima sulla prossima Quaresima, affinché accogliamo l’appello a lasciarci riconciliare con Dio, fissiamo lo sguardo del cuore sul Mistero pasquale e ci convertiamo a un dialogo aperto e sincero con Dio. In questo modo potremo diventare ciò che Cristo dice dei suoi discepoli: sale della terra e luce del mondo (cfr Mt 5,13-14).

 


V Domenica di Quaresima

Commento al Vangelo e alla liturgia della V domenica di quaresima